BRUXELLES-Prima proposta: lasciar morire, o meglio uccidere con un’iniezione o con una manciata di pastiglie, un paziente che sia “mentalmente incapacitato”. Seconda proposta: lasciar morire o uccidere anche, sempre per sottrarlo al dolore di una malattia non più controllabile, chi per legge è minorenne, troppo giovane per decidere da solo. Questo ed altro chiedono 4 progetti di legge-presentati dal partito liberaldemocratico fiammingo-che stanno dividendo ancora una volta il Belgio cattolico: prevedono cioè che l’eutanasia, già legalizzata dal 2002 per i maggiorenni e a determinare condizioni, possa essere estesa legalmente anche ai minori e a persone con problemi di igiene mentale.

Stando agli oppositori dell’idea, si tratta poco meno che di un ritorno al “T4″, il piano per l’eutanasia di massa messo in cantiere da Hitler subito prima della guerra.

Stando ai sostenitori, le ideologie naziste non c’entrano proprio nulla: si vorrebbe solo combattere la condanna della sofferenza inutile e offrire a tutti la possibilità di una “morte con dignità”.

In Olanda. una legge permette l’eutanasia per i ragazzi dai 12 ai 16 anni purchè vi sia il consenso dei genitori o dei tutori; e per quelli di 16-17 anni, anche senza questo consenso (ma dietro richiesta del ragazzo, naturalmente).

In Belgio, finora, si è sempre proceduto con il sistema della “notifica a posteriori”: una volta accertate le condizioni prescritte, il medico somministra la “dolce morte”, o iniettando dei farmaci o “aiutando” il paziente a prenderli per bocca. Poi, entro 4 giorni dalla morte, avverte la Commissione cui spetta il giudizio finale. E lo fa con un modulo scaricabile anche da Internet, poichè la burocrazia imbriglia pure la morte.