E’ stato dichiarato clinicamente morto Nicola Tommasoli, il ragazzo picchiato a morte a Verona nella notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio. I tre aggressori (sono 5) individuati dalla polizia, secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra.
La sinistra radicale polemizza con le affermazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, sul tragico omicidio di stampo neonazista a Verona. “Fini minimizza un omicidio. Le sue parole a Porta a Porta sono allucinanti e incredibili”. Lo dice Salvatore Cannavo’ (Sinistra critica), che aggiunge: “Mettere sullo stesso piano l’incendio di una bandiera con un barbaro omicidio non solo costituisce una assoluta mancanza di rispetto per il dolore di due genitori, ma il sintomo della cultura di fondo del neo presidente della Camera. Una cultura che minimizza la violenza vera e concreta, l’omicidio di Verona, ed esalta lo scontro ideologico, cercando di portare un gesto simbolico, discutibile quanto si vuole, su un terreno che non gli compete, giustificando, di fatto, la violenza dei gruppi neofascisti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Jacopo Venier (Pdci), che afferma: “Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo, assistiamo invece ad una serie di basse speculazioni politiche. Tra queste la piu’ grave e’ certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare” a Torino “nuove repressioni violente, come quelle che comando’ a Genova nel 2001. Siamo di fronte all’evidente tentativo di depistaggio con cui la destra al governo cerca di deviare l’attenzione delle sue evidenti collusioni con gli ambienti neonazisti in cui e’ maturata la catena di aggressioni culminata con la morte di Tommasoli. Criminalizzando la manifestazione di Torino si tenta di rilanciare un clima di tensione che giustifichi la repressione”.
Una sola parola: INDIGNAZIONE.

3 comments
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Maggio 6, 2008 a 7:08 am
faunosilvestre
Ora più che mai ANTIFASCISMO…
PS: però non credo dovremmo limitarci ad essere solo anti-, non dobbiamo limitarci solo a resistere. Lavoriamo per costruire un’alternativa vera alla violenza nazifascista e all’individualismo, lavoriamo per una rivoluzione culturale.
Con ogni piccola azione, in ogni nostro pensiero. Perché non dobbiamo essere noi a cadere nel gioco della risposta violenta alla violenza, altrimenti saremo identici loro.
Maggio 6, 2008 a 8:39 am
sadpurple
” [...] lavoriamo per una rivoluzione culturale.”
…è quello che vorrei accedesse..
ora più che mai è necessaria una RIVOLUZIONE, a partire dai piccoli gesti che possono accadere nella quotidianeità.. Le piccole rivoluzioni porteranno a quelle più grandi e più decisive.
AZIONE.
Maggio 6, 2008 a 4:42 pm
posturanismo
l’antifascismo và assolutamente condiviso. Per questo bisogna parlarne con i nostri amici senza mai stancarsi di ripetere che l’antifascismo è necessario per non dimenticare e ripiombare in un passato truce.